lunedì 15 febbraio 2016

IL CIRQUE DU SOLEIL PRESENTA "VAREKAI"


IL CIRQUE DU SOLEIL PRESENTA VAREKAI
A MILANO, FIRENZE, BOLOGNA E TORINO


Il Cirque du Soleil ha il piacere di annunciare il primo tour italiano della produzione di Varekai. Lo spettacolo farà tappa al Mediolanum Forum di Milano dal 20 al 23 ottobre, al Mandela Forum di Firenze dal 27 al 30 ottobre, all’Unipol Arena di Bologna dal 3 al 6 novembre, e al Pala Alpitour di Torino dal 10 al 13 novembre. Sarà la prima volta di Varekai in Italia.

I biglietti per tutti gli spettacoli sono ora disponibili, in esclusiva per gli iscritti a Cirque Club, fino alle 10 di venerdì 19 febbraio. Gli iscritti a My Live Nation (www.livenation.it) e gli utenti di Let’s Bonus (www.letsbonus.com) potranno accedere ad una prevendita dedicata dalle 10 di mercoledì 17 febbraio. I biglietti saranno in vendita per tutto il pubblico a partire dalle 10:00 di venerdì 19 febbraio su www.cirquedusoleil.com, www.livenation.it e www.ticketone.it. Il costo dei biglietti va da 37 a 75 euro (+ prevendita).

Varekai

Nel cuore di una foresta, sulla cima di un vulcano, esiste un mondo straordinario dove tutto è possibile. Un mondo chiamato Varekai.

Dal cielo scende un giovane uomo solitario, e così ha inizio la storia di Varekai. Paracadutato all’interno di una magica foresta, in un mondo caleidoscopico popolato da creature fantastiche, il giovane uomo intraprende un’avventura assurda quanto straordinaria. In questo giorno ai confini del tempo, in questo luogo dalle pure possibilità, inizia un incantesimo ispirato alla vita ritrovata e ai meravigliosi misteri del mondo e della mente.

Il termine Varekai significa “ovunque” nel linguaggio rumeno dei gitani —i nomadi universali. Diretto da Dominic Champagne, questa produzione rende omaggio all’anima nomade, allo spirito e all’arte della tradizione circense, e alla passione infinita di coloro che arrivano al sentiero che porta a Varekai.


Il Cirque du Soleil ringrazia lo sponsor ufficiale del tour italiano di the Varekai: DHL.

Cirque du Soleil

Dai circa 20 artisti di strada di cui la compagnia era formata al suo inizio nel 1984, il Cirque du Soleil, basato in Quebec, è oggi la società leader nel settore dell’entertainment. Il gruppo conta 4.000 lavoratori, di cui oltre 1.300 artisti di oltre 50 nazionalità diverse.

Il Cirque du Soleil ha portato gioia e meraviglia a più di 160 milioni di spettatori in oltre 400 città di tutti i continenti. 


SHOW INFORMATION:

MILANO, Mediolanum Forum
Giovedì 20 ottobre alle 20
Venerdì 21 ottobre alle 20
Sabato 22 ottobre alle 20
Domenica 23 ottobre alle 17

FIRENZE, Mandela Forum
Giovedì 27 ottobre alle 20
Venerdì 28 ottobre alle 20
Sabato 29 ottobre alle 20
Domenica 30 ottobre alle 17

BOLOGNA, Unipol Arena
Giovedì 3 novembre alle 20
Venerdì 4 novembre alle 20
Sabato 5 novembre alle 20
Domenica 6 novembre alle 17

TORINO, Pala Alpitour
Giovedì 10 novembre alle 20
Venerdì 11 novembre alle 20
Sabato 12 novembre alle 20
Domenica 13 novembre alle 17

mercoledì 28 ottobre 2015

Brividi Criminali per un Halloween da Paura!

La fine di ottobre apre le porte a mostri e spettri che, almeno per una notte, camminano indisturbati sulla terra mischiandosi con i vivi; ma i mostri non sono solo quelli che vestono una maschera o un lenzuolo: a volte sono più reali di qualsiasi altra cose e TimeCrime lo sa...

A voi una selezione delle prossime uscite che vi faranno accapponare la pelle!

Buona lettura!

Il ciclo delle stagioni di John Connolly:

Incapace di superare il trauma dell’uccisione della moglie e della figlia, il detective Charlie Parker si è ritirato nelle campagne del Maine, dove è nato. Quella parvenza di tranquillità che sperava di trovare viene però orrendamente turbata dal ritrovamento dei cadaveri di una giovane donna, Rita Ferris, e del suo bambino. I sospetti ricadono subito sull’ex marito di Rita, Billy Purdue, un uomo schivo e violento, dileguatosi nel nulla. Sulle sue tracce non c’è solo la polizia: a quanto pare Billy ha dei conti in sospeso con la mafia locale, a cui ha sottratto parecchi soldi. Indagando sul caso, Parker scopre a sue spese che la pista tracciata dalle indagini su Purdue è del tutto aleatoria: l’assassino colpirà ancora, mietendo le sue vittime tra i potenziali informatori sul caso. Parker sa che c’è qualcosa di oscuro e indecifrabile che lega quella triste vicenda alla serie di morti che ha insanguinato la zona più di trent’anni prima, quando i cadaveri di cinque giovani donne vennero ritrovati appesi al ramo di un albero.

Un presente torbido, che rimanda a un passato oscuro e cruento, una storia in bilico tra horror e crime, suspense e inquietudine, con un protagonista tra i più complessi e riusciti del panorama thriller mondiale.

dal 30 ottobre in libreria, €14.90
già disponibile in ebook, €4.99

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La resa dei conti di Andrew Pyper

"L’autore del bestseller Il paradiso perduto è tornato con uno dei suoi thriller più riusciti.” - Library Journal

I gemelli Danny e Ashleigh Orchard hanno condiviso fin dalla nascita un legame oscuro e inquietante, un vincolo indissolubile che si spezza nel momento in cui Danny è l’unico che sopravvive a un terribile incendio. Dopo quel giorno, Danny non avrà più una seconda possibilità. Il libro che scrive in seguito a quell’esperienza drammatica, nonostante gli procuri fama e ricchezza, non riuscirà mai a liberarlo da ciò che lo tormenta.
Ashleigh era una ragazza seducente e allo stesso tempo conturbante, capace di dare segni di squilibrio mentale e di terrorizzare la sua famiglia tra le mura domestiche. Ora è tornata dalla morte per far pagare a suo fratello il prezzo per essere scampato a quel maledetto incendio nel momento in cui lui sembra aver finalmente raggiunto la serenità con la donna che ha sposato. Ma Danny sa cosa Ashleigh vuole realmente, e pur di salvare se stesso e coloro che ama è disposto ad affrontarla nel luogo dove ora risiede, anche se questo può significare rimanervi per sempre.


Un thriller che s’intreccia al paranormale, una storia che scava in un passato incancellabile da cui l’unica via di fuga è affrontare il mistero più oscuro e minaccioso.
 
dal 30 ottobre in libreria, €14.90
già disponibile in ebook, €4.99
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Una rete di inganni di Nikki Owen

“Un thriller psicologico veramente originale. Sorprendente.” - Booktime

Maria Martinez Villanueva, chirurgo plastico affetta dalla sindrome di Asperger, è rinchiusa in carcere con l’accusa di aver assassinato un sacerdote. Nella sua memoria nulla che riguardi l’omicidio, solo frammenti di passato sconnessi, informazioni, dati, formule che non ricorda di aver mai appreso. Le tessere che compongono la sua coscienza iniziano a incastrarsi grazie all’aiuto di Kurt, lo psicoterapeuta con cui cerca di ricostruire il proprio passato, ma il quadro che si delinea davanti ai suoi occhi è inatteso e inquietante. Fin dall’infanzia la vita di Maria è stata manipolata, le sue scelte condizionate, le sue azioni indotte, e ora chi aveva tenuto i fili della sua esistenza la vuole morta, quale possibile testimone di un complotto planetario che, se rivelato, rischierebbe di sconvolgere il mondo. Lo studio di Kurt sembra essere l’unico rifugio dalla persecuzione degli eventi, eppure Maria sa che anche in quel luogo qualcosa di subdolo e sudicio, come un ragno all’angolo della stanza, la sta osservando.

Un thriller serrato e penetrante, una storia che cerca di far luce sui meccanismi psicologici e sociali di tutto ciò che ci circonda e, inesorabile, ci condiziona.

dal 30 ottobre in libreria, €14.90
dal 30 ottobre in ebook, €4.99
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Il ministero delle Ultime Ombre di Mariangela Cerrino

Quando Simon Maldon, scrittore di successo di libri sull’Inquisizione, decide di non salire su un aereo, non sa che quella banale coincidenza cambierà il corso della sua esistenza. Quell’aereo precipiterà, cancellando per sempre la sua famiglia.
Quattro anni dopo, Simon si è trasferito in Svizzera, ma il destino sembra non volergli lasciare scampo. Jordan, il misterioso e schivo direttore del cosiddetto ministero delle Ultime Ombre, un dipartimento mondiale di ricerca della verità nella storia, lo mette al corrente di un sensazionale ritrovamento: un antico frammento di pergamena contenente un messaggio scritto in una lingua che nessuno ha mai parlato, la stessa lingua inventata ad hoc da Simon per il romanzo che l’ha consacrato al successo. Da quel momento accadono strani eventi: Simon ha delle premonizioni, una delle quali permetterà di sventare un pericoloso attentato. La cosa non sfugge al reparto investigativo federale, e nemmeno ad altri inquietanti personaggi che si mettono in contatto con lui. C’è qualcosa che unisce il ministero delle Ultime Ombre, un fanatico lettore di Maldon e quella pergamena, qualcosa di oscuro e pericoloso, sospeso tra passato e presente, che potrebbe costare la vita a Simon Maldon... e non solo.

Una storia che corre sul filo della suspense e dell’insondabile, un mistero fitto, su cui nessuna ipotesi riesce a far luce.

dal 30 ottobre in libreria, €14.90
già disponibile in ebook, €4.99

domenica 26 aprile 2015

Il Re di Picche e La Regina di Cuori - Intervista ad Angelica Cremascoli

Non c'è una legge scritta, una regola, nessuno ti impone di fare una determinata cosa quando si parla di libri, ma per convenzione o forse più per abitudine, un'intervista arriva sempre dopo la lettura e la recensione di un romanzo, forse anche perché è più semplice trovare spunti di riflessione, riagganciarsi a temi particolari, trovare cose interessanti da chiedere se si ha già un'idea di quello che un romanzo nasconde dietro la sua bella copertina.
Oggi, però, ho deciso di procedere al contrario. Si sa, non sono amante degli schemi e delle regole, se posso infrangerle allora lo faccio più che volentieri e in questo caso è ancora più divertente andare controcorrente perché quella che leggerete tra poco è un'intervista fatta ad una scrittrice esordiente, fresca fresca di laurea, che ha all'attivo la pubblicazione di ben due romanzi, ma che di certo ha in serbo per noi moltissime altre sorprese.
Non aggiungo altro, se lo facessi non ci sarebbe alcuna voglia di andare avanti nella lettura, perciò ecco a voi l'intervista ad Angelica Cremascoli, mente, cuore e penna che sta dietro a “Il Re di Picche e la Regina di Cuori”.

Les Fleurs du Mal: Carissima Angelica, per prima cosa grazie per queste intervista. Sai vero che vorrò sapere tutto e intendo proprio tutto sul tuo romanzo? Sei pronta ad affrontare le conseguenze? Spero proprio di sì, perché parto subito con la prima domanda, quella meno “compromettente” (almeno spero!). Com'è nata la tua passione per la scrittura?
Angelica: Ma grazie a te! Sono prontissima, credo. Non ho il dono della sintesi, quindi quel “tutto” è a tuo rischio e pericolo, sappilo. Com’è nata la mia passione per la scrittura? Be’, insieme alla convinzione che al mondo non ci potesse essere niente di più bello dei libri. Da piccola, scorrevo occhi e dita sui nomi, titoli e copertine, accovacciata di fronte a uno scaffale o in punta di piedi per guadagnare, insieme all’altezza, il diritto di raggiungere anche i volumi al di là della mia portata. E, ogni tanto, mi pareva di scorgere il mio di nome, come una sorta di predestinazione, di sussurro dal futuro. Crescendo, questa fantasia è diventata talmente prepotente da dover essere assecondata ad ogni costo, con ogni mezzo. O meglio, è diventata una creatura viva, accoccolata nei miei pensieri, nei miei progetti, nelle mie azioni, che è cresciuta con me, nutrita dalle storie che ho letto e sostenuta, nei suoi primi passi, dal sogno di tuffarsi nel fiume di parole, d’immagini e di poesia che scorre fra le vite, unendole e, a volte, cambiandole, attraverso una dolce forza impressa su carta e incaricata di viaggiare nel mondo, ad ali spiegate, libera e indomabile. Per anni ho preso, preso e preso, con frenetica avidità e fame spasmodica. Poi, coi miei modesti mezzi, munita di volontà, tenacia e risolutezza, ho finalmente deciso di cominciare a restituire. E la scrittura si è trasformata nel senso del mio esistere, nella missione e nello scopo che definiscono chi sono e chi non sono, regalandomi un’identità.

LFdM: So che ti sei laureata da poco con una tesi di laurea riguardante le fanfiction e la gemmazione delle storie (ovviamente non posso assolutamente rivelare la mia fonte, diciamo che è stato un uccellino!). Quando è maturata in te la voglia di unire la passione per la scrittura al tuo percorso di studi e quanto scrivere questa tesi ti ha stimolato?
A: L’uccellino in questione è decisamente ben informato! Tecnicamente, l’idea di utilizzare la mia esperienza del settore Fanfiction per spiegare e studiare il fenomeno con occhio più oggettivo e professionale è sorta durante un corso, quello di Antropologia dei Nuovi Media, che richiedeva, come materiale d’esame, un’etnografia, ovvero una ricerca antropologica riguardante una pratica mediatica a scelta. Ho colto l’occasione, pensando e sperando di unire l’utile al dilettevole, e da lì sono uscite le prime sette pagine della mia tesi di laurea. Quando si è trattato di dover scegliere un relatore e un tema, mi sembrava un peccato non approfittare dell’occasione per approfondire l’argomento ed espandere l’etnografia. Per fortuna, il progetto è piaciuto ed è stato ben supportato. Quanto mi ha stimolato? È stata la tesi dei sogni. Poter parlare a ruota libera dell’istinto che ci spinge a raccontare storie, delle declinazioni che quest’abitudine, questa strategia di sopravvivenza, assume negli anni del Web 2.0, di Facebook, di EFP, delle persone che stanno dietro a un nickname, con la tastiera inforcata e la voglia contagiosa di coinvolgere altre menti e altri cuori nelle loro fantasie, è stato meraviglioso. In ogni parola, in ogni riga, ho potuto mettere me stessa; menzionando Tolkien e Gottschall, ho potuto rendere un tributo personale, traboccante di gratitudine, al mondo in cui sono cresciuta. Non sarei riuscita ad immaginare niente di meglio, e veder concretizzarsi la sintesi di una vita attraverso le letture e le idee che l’hanno influenzata, nonché plasmata, è stato davvero toccante.

LFdM: Quali sono i libri che più ti hanno emozionato e che non finiresti mai di leggere? Magari perfino quelli che ti hanno ispirato a diventare scrittrice, perché no!
A: Ok, niente panico. Questa è una domanda ostica ma posso farcela. Mi sembra doveroso iniziare l’elenco dal primo libro che io abbia mai sentito mio, che mi ha commosso, emozionato, introdotto alle meraviglie della lettura con semplicità e delicatezza, ovvero "La casa delle bambole non si tocca" di Beatrice Masini. Posso affermare con assoluta certezza che l’avventura è cominciata proprio da lì, passando per "Il Signore degli Anelli" di Tolkien e per "Cime Tempestose" di Emily Bronte. Poi, si sono susseguiti, l’uno dopo l’altro, i libri che porterò sempre nel cuore: "I Miserabili" di Hugo; "Il Conte di Montecristo" di Dumas padre; "Sono come il fiume che scorre", "Veronika decide di morire", "Undici minuti"," L’alchimista" e "Aleph" di Coelho; "La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo" di Audrey Niffenegger; "L’insostenibile leggerezza dell’essere" di Milan Kundera; "L’amore ai tempi del colera" e "Cent’anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez; "Il re e il suo giullare" di Margaret George; "Via col vento" di Margaret Mitchell; il "Ciclo di Avalon" di Marion Zimmer Bradley e il "Ciclo Tudor" di Philippa Gregory; "Il male assoluto" di Pietro Citati, fino ad arrivare al meraviglioso ed impareggiabile "Così parlò Zarathustra" di Nietzsche.

LFdM: E quali, invece, quelli letti recentemente che vorresti consigliare?
A: "Il morbo di Haggard" di Patrick McGrath e "La rilegatrice di libri proibiti" di Belinda Starling

LFdM: Parliamo ora del tuo romanzo. Come ho già detto non ho ancora recensito la tua storia, volevo dare a te l'opportunità di raccontarla a chi segue questo spazio dedicato ai libri, quindi: qual è stata la genesi, l'input che ha dato il via alla stesura de "Il Re di Picche e la Regina di Cuori"?
A: La storia originaria era un tantino diversa e ha visto la luce su EFP, uno dei più grandi siti di Fanfiction italiani. Ispirandomi a personaggi, ad ambienti e a fandom di cui sono appassionata, ho continuato a pubblicare capitolo per capitolo per un paio di anni, fino a che la mole del lavoro, i suoi risvolti e gli incoraggiamenti ricevuti dalle persone che, nel frattempo, ho avuto l’onore e il piacere d’incontrare, non mi hanno persuasa a editare il tutto perché potesse apparire come un vero e proprio romanzo. È stato un esperimento andato a buon fine, ecco. Per quanto, invece, riguarda la trama, lo scopo iniziale era quello di creare un romance frizzante e leggero, che potesse coinvolgere senza pretese e che potesse scorrere sotto gli occhi senza intoppi. Poi, seguendo l’indole mia e dei personaggi che stavo delineando, mi sono inconsciamente ritrovata ad affrontare qualcosa di più profondo, che mirava a coinvolgere soprattutto la mente e l’anima, usando il corpo come pretesto. 

LFdM: Se dovessi descrivere il tuo libro in una manciata di parole, quali sceglieresti per stuzzicare l'interesse dei lettori?
A: Ironico, passionale, imprevedibile e, spero, coinvolgente. 

LFdM: Il romanzo è ambientato a Los Angeles, come mai hai scelto proprio la Città degli Angeli come sfondo? È stata una scelta casuale o dettata da qualche legame particolare con il luogo?
A.: È stata una scelta dettata dalle categorie sociali di cui ho deciso di occuparmi. Raccontando le avventure di cantanti, ballerini e, in generale, artisti americani di una certa fama, non potevo non prendere come punto di riferimento, per quanto riguarda lo scenario principale, la città che raccoglie i sogni di gloria appartenenti agli assetati di celebrità, la capitale dello sfarzo e del lusso, coi suoi pregi e i suoi difetti. Il legame è inizialmente questo, dettato dalla coerenza con professione e ambizione dei protagonisti, poi si trasforma in qualcosa di sentimentale, di meno concreto ma più coinvolgente e umano, in relazione all’evoluzione personale di Engie e del suo rapporto con Kay.

LFdM: Hai fatto delle ricerche particolari per rendere più veritiera la narrazione dal punto di vista del paesaggio, dei luoghi e della città in sé o ti sei lasciata guidare dall'istinto, dall'ispirazione?
A.: Assolutamente sì, la ricerca è fondamentale se si desidera offrire al lettore un minimo di verosimiglianza. Non che la realtà debba essere vincolante e tumulare, per forza, istinto e ispirazione, ma esserle fedeli dà una marcia in più alla storia in termini di accuratezza, di valore e di verità. Inoltre, è un aiuto anche per la fantasia dell’autore stesso, che sa dove e come muoversi per ottenere risultati migliori.

LFdM: Amicizia, amore, orgoglio sono tutte tematiche presenti nel tuo romanzo: quanto queste sono direttamente legate alla tua personalità? C'è qualcosa di te nei protagonisti della storia o è tutto inventato?
A.: Ok, auto psicanalisi tra tre, due, uno… diciamo che, per me, amicizia, amore e orgoglio rappresentano una santa e dannata Trinità. L’orgoglio, se assunto e distribuito in dosi eccessive, finisce irrimediabilmente per crepare e minare amicizia e amore, inducendo a scegliere cosa sia più importante tra una vittoria costante e una vita completa, ricca, sebbene scandita da qualche piacevole sconfitta. Nei protagonisti della storia c’è questo costante dilemma e il loro modo di affrontarlo, le scelte che compiono o che non compiono, rispecchia indubbiamente qualcosa di me. So di essere orgogliosa, di temere l’amore, di dare un valore inestimabile e impareggiabile all’amicizia, e so di aver attribuito loro un pizzico di tutto questo, oltre all’arduo compito di trovare la via per l’equilibrio e la felicità.

LFdM: Parliamo ora del risvolto più “scottante” che la lettura del tuo romanzo riserva ai lettori. La storia presenta molte scene piccanti, è stato difficile descrivere questi momenti o tutto si è svolto in maniera così naturale che la timidezza e l'imbarazzo non hanno avuto neppure il sopravvento?
A.: Non ci può essere spazio per timidezza e imbarazzo quando ti poni lo scopo di trasmettere determinate sensazioni al lettore, specie se queste devono travolgere, sconvolgere, emozionare, eccitare. Ti devi mettere al suo servizio, cercando di costruire, per lui, la miglior esperienza immaginativa possibile e, per te, un campo di libera sperimentazione, in cui osare, eccedere se è il caso, proporre, il tutto nel massimo rispetto della storia e dei personaggi. La parte difficile è rileggere e realizzare che sono state le proprie dita a creare quello che, magari, ti fa arrossire. Ma ciò è parte del divertimento! L’importante è riuscire a raccontarlo con finezza ed eleganza adeguate, senza rasentare la volgarità e dando un senso alla scena. Se quest’ultimo dovesse mancare, allora scriverla non è indispensabile.

LFdM: Engie, Derek e Brenda sono i tre personaggi principali del romanzo. Ognuno di loro è perfettamente caratterizzato in ogni suo punto, non solo a livello psicologico, ma anche fisico tanto che è semplice immaginarli mentre parlano, si confidano, mentre amano, litigano o fanno qualsiasi altra cosa. Qual è il percorso di creazione di un personaggio, come ti approcci a lui quando gli dai vita?
A.: Lo guardo, semplicemente. È come se apparecchiassi la tavola e mi sedessi ad aspettare, con la porta spalancata, chiunque voglia arrivare a farmi compagnia e a stimolare la mia fantasia. Sono in attesa di vedere un volto, di sentire una risata, d’instaurare un’amicizia e di conoscere le parole con cui, poi, dovrò andare a raccontare tutto questo. È un approccio a volte paziente, a volte irruente, ma sempre “visivo”. La mente stringe e spalanca gli occhi, mette a fuoco un dettaglio o il complesso di dettagli, infine agisce da palcoscenico e assiste al suo stesso spettacolo. Io non devo che descriverlo.

LFdM: C'è un personaggio al quale sei maggiormente legata? Perché?  
A.: Indubbiamente a Brownie. La vedo come una sorta di proiezione antitetica ma complementare di Engie, un po’come se fosse il suo riflesso, distorto da una superficie più lucida e regolare, e ne sono affezionata perché, nonostante questo legame quasi simbiotico e genetico con la protagonista, l’ho incaricata di alleggerire i toni, di portare un sferzata costante d’ironia, eccentricità e surrealismo all’interno della storia, d’indossare parrucche e scarpe esilaranti per attraversare con brio la strada impervia che ho tracciato, quasi sadicamente, per tutti i miei personaggi. E lei riesce ad essere all’altezza della situazione, assolvendo al compito nel migliore dei modi, a mio parere. Oltre che ad imporsi in maniera prepotente sul destino, a volte sbeffeggiandolo e altre persino sostituendolo.

13. Hai pubblicato il tuo romanzo con la casa editrice Triskell. Raccontaci un po' che tipo di esperienza è stata. Cos'hai provato quando ti è stata data la possibilità di intraprendere questo percorso aiutata da una CE?
A.: È stata un’esperienza entusiasmante e molto stimolante, che mi ha incoraggiato a migliorare, a perfezionarmi e a mettere più razionalità in qualcosa che è sempre e solo stata dominata dall’istinto. Sicuramente, nel proprio piccolo, essere affiancati da un editor che investe tempo ed energie per rendere un lavoro ottimale, nonché pubblicabile, fa sentire importanti. Ma, nel contempo, ti ricorda quanto lavoro ci sia ancora da fare. È una lezione d’umiltà fondamentale, così come di fiducia e d’autostima. Bisogna apprendere il possibile dai consigli, dalle correzioni, dai suggerimenti e tenere a mente che migliore è la sinergia con la propria CE migliore sarà il risultato finale.

LFdM: Oggi è molto diffusa l'autopubblicazione, un metodo alternativo e in alcuni casi davvero efficace di produzione e promozione del proprio libro. Tu hai mai pensato di autopubblicare il tuo romanzo o ti sei sempre e solo rivolta a case editrici per la valutazione della tua opera?
A.: Trovo che l’autopubblicazione sia uno strumento dal valore incalcolabile per chi esordisce nel mondo editoriale e non ha, nell’immediato, la fortuna d’imbattersi in una buona e onesta casa editrice. È una via alternativa che permette, comunque, di diffondere il proprio lavoro, senza condannarlo alla polvere e all’oblio di un cassetto chiuso. All’inizio, quando ho inviato il mio manoscritto alle prime CE di cui trovavo gli indirizzi sul web, c’era anche quest’intenzione, o questo piano di riserva, che dir si voglia. Se non fosse andata a buon fine la ricerca, avrei sicuramente autopubblicato.

LFdM: Pubblicare è sempre stato un tuo sogno, oppure hai avuto degli incoraggiamenti esterni che ti hanno aiutato a compiere questo grande passo?
A.: Nel caso specifico de "Il Re di Picche e la Regina di Cuori" si sono rivelati preziosi e inestimabili gli incoraggiamenti delle lettrici che mi seguivano su EFP e con cui sono riuscita ad instaurare splendide amicizie. È stata la loro stima, il loro affetto, il loro entusiasmo a spingermi a sognare un po’ più in grande e a indurmi a intraprendere questa strada. Quindi, sì, posso assolutamente dire che i mie passi sono stati guidati e sostenuti da solidi incoraggiamenti. Per quanto invece riguarda la pubblicazione in generale, ammetto che è un sogno che mi trascino dietro dall’infanzia e verso cui non ho mai smesso di correre. 

LFdM: Fino a poco tempo fa, "Il Re di Picche e la Regina di Cuori" volume 1 e 2 erano disponibili solo in formato digitale oggi, però, è possibile acquistare una copia speciale con entrambi i volumi su Amazon in versione cartacea. È elettrizzante sapere che esiste la copia fisica del romanzo? Io personalmente sono molto legata al libro più che all'ebook, per te è lo stesso?
A.: Per una questione culturale, nonché di abitudine, avere tra le mani la copia fisica di un romanzo amplifica ogni sensazione ed emozione, rende tutto più reale, più concreto, quasi più legittimo. È una verità che elettrizza, certo. C’è una copertina che si apre, delle pagine che si sfogliano e che s’inumidiscono sotto i polpastrelli, e c’è quel buon profumo di libro che si diffonde nell’aria, come una fine polvere magica, che ti ricorda ogni singola volta in cui ti sei nascosta ad inspirarne un po’ per sognare, per volare nella tua personale Isola Che Non C’è. Però è importante sapere che un romanzo è sostanza, più di ogni altra cosa, e che la sostanza, che sia stampata su carta o sdraiata dietro uno schermo, non cambia. Non si tratta di scegliere cosa sia meglio o cosa sia peggio, ma di ampliare e potenziare l’esperienza di lettura, superando magari certi preconcetti e guadagnando maggior libertà, sia in quanto lettore e sia in quanto scrittore. Il libro-oggetto non è che un veicolo, tanto quanto l’autore, tanto quanto la casa editrice. La vera protagonista è e dev’essere sempre la storia.

LFdM: Come abbiamo già detto il romanzo, per il momento, si compone di due volumi. A quando la pubblicazione della terza parte?
A.: Ancora ignoto e non pervenuto, ma posso dire che l’ho già inviata alla casa editrice e che sto continuando a lavorarci per dare al tutto una degna conclusione.

LFdM: Hai in mente altri progetti oltre alla pubblicazione della terza parte del tuo romanzo? Cosa ci possiamo aspettare da Angelica prossimamente?
A.: Sì, a dir la verità sto tentando di sviluppare e portare avanti qualche altra idea, tempo permettendo. Lavorare su più piani e intrecci non è facile, soprattutto quando l’adrenalina e l’ebbrezza della novità surclassano ciò che hai cominciato e che devi portare a termine. Ma anche questa situazione è una sfida che chi racconta storie, chi dipinge affreschi con le parole, deve saper raccogliere, senza indugi o paura. La lista di ciò che vorrei scrivere e regalare è lunga, talmente lunga che mi viene in mente un pensiero brutalmente vero di Coelho: “L’essere umano deve sempre affrontare due grandi problemi: il primo è sapere quando cominciare; il secondo è capire quando fermarsi”. Ecco, io temo di non possedere il senso della fine, il che, sotto certi punti di vista, potrebbe essere molto rassicurante.

LFdM: Per concludere, hai qualche consiglio da dare a chi, proprio come te, vuole provare a pubblicare un romanzo ma che, magari, non ha il coraggio di buttarsi perché spaventato dalle critiche o frenato dalla paura di non farcela?
A.: Non so se sono davvero nella posizione di poter consigliare qualcosa a qualcuno, non ho alcun merito se non quello d’aver protetto un sogno e d’aver combattuto con le unghie con i denti per cominciare a realizzarlo. Ma, appunto, sono solo all’inizio. Anch’io, ogni tanto, manco di coraggio, temo le critiche e i fallimenti, o m’impigrisco, lasciando che il bianco del foglio inghiotta le mie idee. Ciò che posso condividere con molto piacere, dunque, è la strategia che adotto per superare tutto ciò e perseguire gli obiettivi che, quotidianamente, mi prefisso. Lavorare, lavorare, lavorare. Sui difetti, sui pregi, sulla propria caparbietà e la propria perseveranza, preservando la gioia e la felicità nel comporre storie e nell’immaginare che delle persone, prima o dopo, possano leggerle. La volontà è un’arma micidiale. Si mangia la paura, il dubbio, la paresi dei pensieri, la fredda razionalità, e ci trasforma in guerrieri. Ed è di guerrieri che hanno bisogno i sogni per trasformarsi in una bellissima realtà.

Ti ringrazio moltissimo per questa intervista e ti faccio un grande in bocca al lupo per la tua carriera da scrittrice. Noi di Les Fleurs du Mal Books ti terremo d'occhio, lo sai vero? Quindi non ti azzardare a smettere di scrivere!

Dora per Les Fleurs du Mal

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domenica 15 marzo 2015

Racconti Scritti Nel Ghiaccio

Ebbene sì, chi non muore si rivede. Effettivamente è passato molto tempo dall'ultimo aggiornamento fatto qui, nella sezione dei libri di Les Fleurs du Mal, ma è stata un'assenza calcolata e ponderata: di libri da leggere ce ne sono tanti, tutti hanno bisogno di uno spazio e queste settimane di silenzio sono servite anche a dare a tutti loro il giusto modo per esprimersi e per parlarmi delle storie rinchiuse tra le loro pagine. Ho latitato, è vero, ma l'ho fatto per leggere molto e per raccogliere quante più impressioni letterarie possibili da poter condividere con tutti quanti voi, lettori accaniti quanto me.
Cominciamo oggi con ben due raccolte di racconti ispirati a miti e leggende del grande Nord. Vi ricordate quando vi ho detto che, a casa mia, Natale è un modo per regalare e farsi regalare tanti bei libri succulenti e ricchi di fascino? Bene. Anche questa volta è successo esattamente questo: il mio dicembre è stato costellato da magnifici regali, tutti legati alla letteratura.
Grandi protagonisti delle mie letture invernali sono stati questi due volumetti, editi Iperborea, che mi hanno accompagnato durante i miei lunghi viaggi in treno verso Milano, rendendo l'atmosfera piacevole e rilassata, sicuramente molto "nordica".
La prima raccolta è quella delle Fiabe Lapponi, un'antologia che affonda le sue radici nelle più remote credenze popolari di una terra fredda, ammantata di neve, dove la natura e perfino la magia sono elementi fondamentali per quello che non è altro che un quotidiano reso unico e fantasioso proprio attraverso quella componente fiabesca che è alla base di ogni racconto.
Veniamo trasportati senza fatica nei freddi scenari norvegesi, combattiamo contro demoni e spiriti, restiamo attoniti davanti alla potenza della natura e il nostro cuore manca un battito tutte le volte che, appena prima di quel fatidico punto che sancisce la fine di un racconto, ci rendiamo conto che ogni fiaba riserva a tutti noi un monito, una raccomandazione.
Non aspettatevi principi e principesse che cavalcano verso l'orizzonte tinto dell'arancione di bel tramonto. Non pensiate che ci sia sempre il lieto fine. Non commettete l'errore di credere che, perché si sta parlando di fiabe, non ci sia un messaggio più profondo e mirato scritto neanche troppo velatamente nel sottotesto dei racconti.
Le Fiabe Lapponi incitano e spronano, condannano e ammoniscono, a volte perfino molto severamente. Non sono racconti per bambini o, forse, sono anche questo, ma non soltanto. 
Ci sono duri colpi di scena, verità perfino scomode, sensazioni disparate che molto spesso lasciano l'amaro in bocca, che non assolvono nessuno, di certo non l'eroe dal comportamento avventato.
Sono favole con una morale solida e forte, proprio come quegli uomini forgiati nel gelido inverno del Nord, cavalieri e condottieri di un antico passato che torna ad essere vivo, turbinando in quei fiocchi di neve gelata che sembra essere reale tanto quanto le pagine di questo libro che si sfoglia tutto d'un fiato.
Sulla stessa scia si snodano i racconti del secondo libretto targato Iperborea, La Leggenda della Rosa di Natale, firmato da Selma Lagerlöf, un nome che non dovrebbe essere ignoto dato che è stata proprio lei ad essere insignita del Nobel per la Letteratura nel 1909. La prima donna a ricevere un premio così importante.
Anche in questo caso ripercorriamo la storia e la tradizione dei paesi nordici attraverso questi racconti, tutti particolari, tutti ugualmente intensi, ognuno dei quali non si limita solamente a descrivere un paesaggio invernale, ma racchiude la vera essenza di un popolo che, ancora oggi, riecheggia nei gesti e nella personalità di intere nazioni.
Anche qui bisogna scordarsi la fatidica frase che chiude ogni favola, non troverete sicuramente un bel "vissero felici e contenti" una volta terminata ogni storia. 
Quello che viene proposto non è solo un racconto, bensì un'indagine dell'animo umano che si può intravedere in un gesto, in una reazione, in una frase o anche solo in un'atmosfera che è proprio l'autrice a riuscire a rendere vive, pulsanti, così reali da far sembrare ogni personaggio l'estensione di se stessi.
Il racconto di più bello della raccolta è proprio quello di cui essa porta il nome, una fiaba a metà strada tra la dolcezza e la malinconia che forse appartengono proprio a questi paesi e che non sempre può essere capita se non si è mai provato a vivere in un freddo tanto profondo, in un buio tanto oscuro.
E di buio e di oscurità ce n'è molto in questi racconti, ma c'è anche la luce di una fiammella accesa, la stessa che guida le anime erranti nella bufera, ricordandoci che non siamo mai da soli.
Sono state entrambe letture piacevoli e sicuramente molto intense e particolari, diverse e inaspettate da quello che pensavo di trovare basandomi solo ed unicamente sulla sinossi in quarta di copertina.
E mentre la primavera è ormai alle porte, lasciatevi tentare dall'ultimo soffio di aria invernale capace di spirare tra le pagine di questi racconti fatti di ghiaccio e neve.


Dora

giovedì 15 gennaio 2015

Appuntamento al Buio con un Libro



Quando Oscar Wilde ha scritto che l'unico modo per liberarsi dalle tentazioni è assecondarle, sicuramente stava pensando ad una persona come me. Sono geneticamente incapace di resistere a qualsivoglia tentazione, che si tratti del gelato o della pizza, fino ad arrivare a quella per eccellenza: i libri.
I romanzi esercitano su di me un fascino che non esiterei a definire pericoloso: se vado in una libreria, non posso fare a meno di uscirne con almeno un libro tra le mani, a volte faccio davvero tantissimi danni e mi ritrovo il sacchetto pieno zeppo di storie d'amore, thriller, romanzi storici, fantasy e chi più ne ha più ne metta. Trovo che i libri mi parlino e no, non ridete, ma sono certa che sia così: mi perdo nei meandri della libreria, vago come sotto un incantesimo tra gli scaffali, mi lascio trasportare dalle copertine, dalle trame, a volte solo da un colore o anche da una parola scritta in modo particolare su quello che potrebbe essere perfino un titolo banale. Avviene così la magia. Io guardo un libro, ascolto la sua voce, lo faccio parlare e poi, immancabilmente, scatta la scintilla.
Cosa succede quando il romanzo in questione viene privato di tutto, dal titolo alla quarta di copertina? Che accade se viene messo in una confezione creata a regola d'arte per evitare che il mio occhio, attento e clinico, si impossessi di tutti quei dettagli capaci di indirizzarmi verso la lettura di quella storia che penso possa essere fatta apposta per me? 
Succede che si ha un vero e proprio appuntamento al buio con il volume e, in un modo tanto inaspettato quanto sconcertante, non sono più io a scegliere il romanzo, ma è lui a scegliere me.
È esattamente questo che è accaduto oggi. Sono andata in libreria (avevo un buono della Mondadori in scadenza, non potevo certo perdere l'occasione di acquistare un libro con uno sconto!), mi sono messa a vagare senza una meta precisa tra gli scaffali, quando ecco che vengo attirata da un espositore molto particolare, alquanto intrigante, pieno di libri con una particolarità: non un titolo, non un nome, solo piccoli dettagli sull'incarto capace di indirizzare chi legge sul genere del romanzo contenuto al suo interno, ma senza indizi sufficienti a far capire molto di più sul misterioso libro.
Ho già detto che non so resistere alle tentazioni, vero? Bene. Quale tentazione maggiore per una come me, che non sapere cosa si cela dietro ad un bel pacchetto, fatto apposta per indurti in tentazione? Inutile dire che mi sono soffermata parecchio davanti all'espositore. Ho letto con attenzione gli indizi di tutti i libri disponibili, ho soppesato con estrema cura ogni volume, ma anche in questo caso non ho trovato chissà quale aiuto: tutto è stato creato per non far capire al lettore che cosa si troverà davanti una volta aperto quel sigillo che determina l'esatto confine tra il sapere e il non avere alcuna idea di che cosa si nasconda al suo interno.
Tentazione. Estrema tentazione. 
Sei sono i romanzi che partecipano a questa bella iniziativa di Sperling & Kupfer. Sei sono i possibili canditati a questo appuntamento a scatola chiusa, un po' come quegli incontri amorosi fatti tra sconosciuti che si vedono per la prima volta, senza sapere molto l'uno dell'altra. In questo caso, però, è il libro a sapere qualcosa in più su di me, mentre io so pochissimo su di lui: c'è il libro dedicato a chi ama viaggiare con la fantasia, quello dedicato a chi crede nell'amore eterno che supera ogni barriera, c'è il romanzo struggente, quello avvincente e brillante, quello ad alta tensione per chi ama il brivido. C'è un libro per tutti i gusti e io, che leggo praticamente di tutto, ho avuto una certa difficoltà a decidere chi tra i sei sarebbe venuto a casa con me. E badate bene, ho accarezzato perfino l'idea d portarmeli tutti quanti a casa, solo per scoprire il contenuto di ognuno, ma mi sono trattenuta, o meglio, è stato il portafoglio a guidare questo impulso estremo!
Mi sono fatta guidare dall'umore e forse anche un po' dal brutto tempo. Di storie strappalacrime non ne avevo particolarmente voglia, così come volevo evitare quelle d'amore, perché al momento mi sento davvero poco romantica. Ho scartato immediatamente quello ironico e brillante (di solito mi fanno venire i nervi a fior di pelle con le loro pretese di divertire e far ridere), così come ho bocciato quello tenero, dato che sono esattamente l'opposto della tenerezza. La scelta, quindi, si è focalizzata su due in particolare: quello incalzante/avvincente/serrato e il coinvolgente/profondo/intenso. Il secondo, però, non mi convinceva del tutto e siccome sono una grande appassionata del mistero, della suspense, della tensione e del brivido, alla fine ho optato per il romanzo dall'incarto giallognolo, molto simile alla carta da pacchi, forse per richiamare un pochino quei vecchi libri gialli, i primi usciti in circolazione e che avevano la particolarità di essere, appunto, con le pagine di questo colore.
Me ne sono rimasta lì con il mio libro ancora per un po', ho letto con attenzione gli altri indizi sul retro del pacchetto, ho cercato di immaginare quale sorpresa si potesse celare, ma alla fine la tentazione e soprattutto la grande curiosità, hanno avuto la meglio.
Sono andata in cassa, ho pagato con il mio adorato sconto, che mi ha fatto risparmiare 5€ sul prezzo
di copertina, facendomi pagare così il romanzo la metà, e sono uscita tutta allegra e felice, godendomi questo acquisto inaspettato, ma decisamente emozionante.
Non è come ricevere in regalo un libro: anche in quel caso non sai cosa c'è oltre l'incarto, ma non sei stato tu a scegliere il romanzo, bensì sono stati altri a farsi ispirare da tutto un mondo dietro ad un libro. In questa situazione sei solo tu l'artefice del tuo destino e della tua scelta: è solo istinto e nulla più.
Istinto, curiosità e tentazione. La stesse che mi hanno spinto a scartare il mio pacchetto con estrema cura, ma anche con una certa ansia per capire se la mia scelta è stata quella giusta.
Non vi rivelerò il contenuto della busta, sarebbe la cosa peggiore da fare, ma vi invito con tutto il cuore a replicare la mia esperienza: andate in libreria, cercate questo magnifico espositore e lasciate che il vostro destino si compia! La sola cosa che posso fare è lasciarvi le immagini della mia scelta, sperando che vi invogli a provare anche voi questa insolita esperienza.
Un giorno vi parlerò del libro che ho trovato, che mi ha trovato. Per adesso mi godo la mia lettura immersa nel tepore della mia stanzetta.
Vale la pena provare ad avere un appuntamento al buio con un libro: di certo non c'è il rischio di rimanere delusi!

Dora

martedì 6 gennaio 2015

Markus Zusak: il Creatore di Sogni


"Vieni con me, ti racconterò una storia.
Ti mostrerò qualcosa."
(M. Zusak - Storia di una Ladra di Libri)




Scopro ora, e non senza un certo piacere, che Markus Zusak, già autore di un libro mozzafiato dal titolo Storia di una Ladra di Libri, ha pubblicato recentemente un suo nuovo romanzo, Io Sono il Messaggero.
Inutile dire che bramo già di avere il volume tra le mie mani anche perché, e lo dicevo giusto qualche giorno fa ad un'amica, ho amato moltissimo il suo primo lavoro, narrato con una grazia senza pari, con una delicatezza che ha dello sconvolgente nonostante parli di un tema davvero molto forte e duro come solo la Guerra può essere.
E allora, proprio per celebrare questa uscita che, sono certa, non mi deluderà, ho deciso di dedicare a Storia di una Ladra di Libri questo primissimo post del 2015.
Partiamo dal principio. Questa è la storia di Liesel che, il giorno del funerale del fratellino, trova un libricino sepolto nella neve che ricopre il cimitero e lo ruba. Tutto inizia così: con un funerale, tante lacrime, lo smarrimento di una ragazzina che forse ancora non capisce quello che il futuro ha in serbo per lei e un furto, il primo di una serie che aiuteranno Liesel non solo a cresce, ma anche a sopravvivere. Perché non c'è nulla di più difficile che andare avanti giorno dopo giorno nella Germania del 1939, con il conflitto ormai alle porte e con la paura della Morte sempre pronta dietro l'angolo.
Ed eccola qui, la Morte, la grande protagonista di questo magnifico romanzo.Indaffarata come non mai a raccogliere le anime che, poco a poco, si spengono sul lungo sentiero della vita, interessata come non mai a quella piccola ladra di libri che impara a leggere insieme ad un padre adottivo che le vuole un gran bene e che le insegna ciò che ancora non sa, rendendola libera, indipendente, dandole la possibilità di sognare un futuro che, forse, non le sarebbe nemmeno concesso di sognare se non avesse quei libri da rubar, quei tesori da custodire.
La Morte, fiera e infinita, è la narratrice di questo racconto, la voce di un'epoca storica che nessuno può dimenticare: è attraverso i suoi occhi che impariamo a voler bene a Liesel, la piccola ladra di libri, che salva i volumi che ritiene essere in pericolo, facendoli scampare ad un destino crudele, quasi quanto quello degli uomini.
Ed è sempre lei, la Morte, furtiva e curiosa, che ci narra delle sorti di un altro personaggio, di un'altra creatura che ha bisogno di essere salvata e che è proprio la famiglia adottiva della ladra di libri a nascondere e proteggere, perché Max è ebreo e non c'è nessuno più bisognoso di aiuto in tempi tanto bui e cupi.
Attraverso le riflessioni e le poetiche descrizioni della Morte, veniamo catapultati in uno dei momenti più tragici e drammatici del nostro passato e, sempre grazie alle sue parole, viviamo, amiamo, soffriamo e speriamo accanto a quei personaggi che ci entrano nel cuore, più in profondità di un tatuaggio.
Markus Zusak ha questa grande capacità di creare da semplici elementi, da piccoli dettagli e da spunti fugaci, un mondo intero nel quale ci immergiamo totalmente, per poi tornare a respirare solo quando le pagine del suo romanzo finiscono, la copertina si chiude su di esse e noi restiamo lì, fermi ed immobili, a riflettere su quanto è accaduto, a sospirare su un finale che avremmo voluto non arrivasse mai.
La storia della nostra piccola ladra è diventata anche un film. Io, ad essere sincera, non l'ho ancora visto e, se proprio devo dirvela tutta, non so nemmeno se lo farò, di certo non adesso. Un giorno, forse, chissà...
Ora ho ancora ben stampate nella mente ogni singola parola, ogni immagine che il mio subconscio mi ha suggerito, sono così pregna delle parole di Zusak che non voglio rovinare tutto questo perfetto mondo attraverso le suggestioni di un film: questo libro è vivo, non esistono altre parole per descrivere la sua essenza. E ciò che è vivo non ha bisogno della pellicola per non morire.
Se Io Sono il Messaggero sarà in grado di fare lo stesso piccolo miracolo di Storia di una Ladra di Libri, allora le premesse per un grande romanzo ci sono tutte, su questo non ci sono dubbi.
Io aspetto qui, in attesa di leggere e di perdermi tra le righe di questo grande autore.
E voi che fate? Venite con me?


Dora

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IO SONO IL MESSAGGERO - SINOSSI


L'esistenza di Ed Kennedy scorre tranquilla. Fino al giorno in cui diventa un eroe. Ed ha diciannove anni, una passione sfrenata per i libri, un lavoro da tassista piuttosto precario che gli permette di vivacchiare, e nessuna prospettiva per il futuro. Quando non legge, passa il tempo con gli amici giocando a carte davanti a un bicchiere di birra o porta a spasso il Portinaio, il suo cane, che beve troppo caffè e puzza anche quando è pulito. Con le donne non è particolarmente disinvolto, perché l'unica ragazza che gli interessi davvero è Audrey, la ragione per cui è rimasto in quel posto senza vie d'uscita. Capace di colpirlo al cuore con una frase: «Sei il mio migliore amico». Non serve una pallottola per uccidere un uomo, bastano le parole. Tutto sembra così tremendamente immutabile: finché il caso mette un rapinatore sulla sua strada, e Ed diventa l'eroe del giorno. Da quel momento, comincia a ricevere strani messaggi scritti su carte da gioco, ognuno dei quali lo guida verso nuove memorabili imprese. E mentre Ed diventa sempre più popolare, mentre nota una luce diversa negli occhi di Audrey e la gente lo saluta per strada, inizia a domandarsi: da dove arrivano i messaggi, chi è il messaggero? Come "Storia di una ladra di libri", Io sono il messaggero è un romanzo pieno di poesia e ironia. Con il suo stile unico, Markus Zusak sa raccontare la vita delle persone comuni in modo straordinario, dando un senso speciale anche alla più ordinaria delle esistenze: perché sono i piccoli gesti di altruismo a renderci eroi quotidiani.

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***ULTIMA POSTILLA***
DELLA VOSTRA NARRATRICE
Sono perseguitata dagli esseri umani.
 (M. Zusak - Storia di una Ladra di Libri)


mercoledì 17 dicembre 2014

Un Libro per Natale


Consigli letterari per un magico Dicembre



Non ci dovrebbero essere occasioni speciali per regalare un libro. Sono dell'avviso che ricevere un romanzo sia una tra le cose che non hanno davvero bisogno di una ricorrenza particolare, eppure il Natale è uno di quei momenti in cui i libri ritrovano un po' del loro antico splendore, diventando i grandi protagonisti di una tra le festività più apprezzante dell'anno.
Il mio Natale è sempre stato caratterizzato da un libro, è un po' come se fosse un appuntamento fisso e se non riesco a rispettarlo mi sento quasi vuota, come se mi mancasse qualcosa. Fortunatamente ho sempre avuto persone che non mancano mai di assecondare questa mia passione per la lettura e, immancabile come ogni volta, sotto il mio alberello trovo sempre un romanzo ad aspettarmi, poco importa se qualcuno ha captato i miei desideri o se si è lanciato spontaneamente nella ricerca di qualcosa di adatto alla mia personalità: regalare o ricevere un libro a Natale è una tra le cose più belle di questi giorni di festa, fatta eccezione per le cose buone da mangiare! Anzi, il cibo e i libri sono le due cose più belle di Dicembre...ma sto divagando, come al solito!
Ho pensato di dedicare proprio a questo tema il post natalizio, magari andando in aiuto di chi, magari per poco tempo o per mancanza di idee, ha voglia di celebrare il Natale regalando a persone speciali un libro, un compagno di viaggio in queste fredde giornate diventate ormai invernali, da passare sul divano a leggere e a fantasticare su mondi e luoghi lontani o vicini, immergendosi in storie fantastiche o anche più reali.
In ventotto anni di vita di libri ne ho ricevuti davvero tantissimi, quindi fare una lista dei più belli è davvero un'impresa titanica, ma sicuramente alcuni mi sono rimasti nel cuore più di altri ed è a questi che ho deciso di dare un po' di visibilità, senza però tralasciare romanzi di ultima pubblicazione che possono davvero scaldare questo gelido Dicembre.
Siete pronti a iniziare?
Molto bene: comincia il viaggio!
Immancabile in una libreria, soprattutto in questo periodo, è certamente “Canto di Natale” il capolavoro di Charles Dickens che, se molti lo ritengono una libro da bambini, trovo che in realtà sia un romanzo che non ha età, uno di quelli senza tempo, da leggere e da rileggere sempre, per ricordarsi quanto c'è di buono in noi, nel nostro essere, perfino quando sembra non esisterne più.
C'è un altro romanzo che, a mio parere, ha una forza incontenibile, una purezza senza precedenti ed è per questo che ho scelto di annoverarlo tra le letture natalizia per eccellenza, perché è un regalo che va dritto al cuore se solo si ha il coraggio di leggere oltre alle parole che ci sono scritte sulla pagina. Sto parlando de "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry, uno dei libri più letti al mondo, tra quelli tradotti in più lingue. Un romanzo di poche pagine, ma denso di contenuti, la cui storia sa essere meravigliosa sia per un bambino di 8 anni, che per un uomo di cinquanta. Ho regalato spesso questo libricino, non solo a piccoli lettori in erba e non ho mai sbagliato nel consigliarlo!
Un terzo consiglio che mi sento di dare, benché anche questo non sia esattamente un titolo natalizio, è “Il Signore degli Anelli”, un titolo che certo non ha bisogno di presentazioni, perché penso che tutti lo conoscano, ma forse non tutti sono riusciti ad apprezzarlo (ebbene sì, ci sono anche queste persone, ma il mondo è bello perché è vario!).
Vi starete domandando perché annovero il romanzo di J. R. R. Tolkien tra i libri da regalare a Natale. La risposta è semplicissima: io stessa l'ho ricevuto in dono tantissimo tempo fa ed è stato uno di quei regali che più ho apprezzato e che ricordo con immenso piacere. C'è tutto tra le pagine dello scrittore inglese, non si tratta solo dell'eterna lotta tra bene e male, ma c'è davvero qualcosa di molto più profondo, una miriade di possibilità capaci di rendersi evidenti di volta in volta, lettura dopo lettura. Perché se c'è davvero qualcosa che rende il romanzo davvero speciale, è il suo essere sempre nuovo anche dopo averlo letto per l'ennesima volta ed è per questo che può essere un regalo perfetto: insegna a guardare oltre la superficie, a non fermarsi solo sulle apparenze e poi, diciamocela tutta, una grandiosa e straordinaria storia che merita di essere scoperta da chi ancora non ha avuto il piacere di imbattersi in lei.
Se siete tra quelle persone che amano i romanzi divertenti, spassosi, da leggere con la chiara intenzione di rilassarsi ed evadere dallo stress quotidiano, allora il terzo romanzo che vi consiglio fa proprio per voi! Si tratta di “Fuga dal Natale” scritto da un inedito John Grisham che, per una volta, abbandona il legal thriller, per cui è tanto apprezzato, dedicandosi ad una storia leggera e sinceramente divertente, fatta di risate che, certamente, rendono piacevolissima questa lettura un po' diversa dal solito.
Natale non sarebbe Natale senza un bel romanzo fatto d'amore, sentimenti, famiglia e passione, tutti ingredienti presenti nel recentissimo romanzo di Sarah Morgan“Mentre Fuori Nevica”, una storia rosa per eccellenza con una protagonista algida e un po' distaccata che, pur di sfuggire a tutti i costi da quel clima natalizio che tanto detesta, decide di lavorare perfino nel periodo di festa, con risultati decisamente spiacevoli, almeno per lei!
Se, invece, non siete tra quelli che amano storie zuccherose e piene d'amore, la lettura natalizia ideale è un classico di Agatha Christie, “Il Natale di Poirot”. Intelligente, dinamico, assurdamente ben costruito, questo romanzo sa tenerti con il fiato sospeso fino all'ultima pagina, regalando colpi di scena a non finire, in uno stile che non delude mai e che sa rendere diverso perfino il Natale.
Ci sarebbero tantissimi altri romanzi da consigliare e, di certo, questa rapida carrellata non esaurisce le infinite possibilità che si presentano ai lettori affamati di nuove storie. Fare, però, un elenco di tutti quelli che meritano di essere regalati è davvero un'impresa ardua, forse perfino impossibile, perciò credo che dovrò limitarmi a quelli appena elencati, con la speranza di aver trovato un genere adatto ad ogni lettore. Insomma, un libro per ogni gusto e necessità o, almeno, era questo il mio obiettivo principale!
C'è però una piccola menzione d'onore che vorrei fare, un consiglio che non posso proprio esimermi dal dare perché non solo si tratta di una scrittrice emergente, per giunta italiana, ma anche perché è una vecchia conoscenza di Les Fleurs du Mal Book. Si tratta di Alessia Esse che il 2 Dicembre ha pubblicato la sua nuova novella tutta natalizia (un piccolo assaggio di quella che sarà a breve una nuova serie che terremo sicuramente d'occhio!), “Desiderio di Natale”, un racconto dolce e delicato, sincero ed emozionate, perfetto per questo clima di festa.
E così si chiude, aggiungerei in bellezza, questo nostro piccolo, ma intenso viaggio, alla scoperta di titoli imperdibili, a cavallo tra il classico ed il moderno, che magari aiuterà qualcuno di voi a fare un regalo speciale a chi vuole bene.
Fateci sapere se i vostri regali sono stati apprezzati e non mancate di segnalarci eventuali titoli che potrebbero interessarci.
Intanto tutto lo staff non può che augurare ad ognuno di voi un felice Natale!

Dora e Les Fleurs du Mal!

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Charles Dickens

Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull'equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell'analfabetismo. Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte. Protagonista è il vecchio e tirchio finanziere Ebenezer Scrooge che nella notte di Natale viene visitato da tre spettri. Lo indurranno a un cambiamento radicale, a una conversione che farà di lui uno dei più grandi personaggi letterari di tutti i tempi.


Antoine de Saint-Exupéry
Il Piccolo Principe

È la storia dell'incontro tra un aviatore, costretto da un guasto ad un atterraggio di fortuna nel deserto, e un ragazzino alquanto strano, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino viene dallo spazio e ha abbandonato il suo piccolo pianeta perchè si sentiva troppo solo lassù: unica sua compagna era una rosa. Un libro che si rivolge ai ragazzi e "a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più", come dice lo stesso autore nella dedica del suo libro.


J.R.R. Tolkien

Un mondo sul ciglio dell'abisso, un pugno di eroi capaci di opporsi al male. Una pietra miliare della letteratura di tutti i tempi.
Avventure in luoghi remoti e terribili, episodi di inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d'argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano al solo nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri. Tutto questo è Il Signore degli Anelli, leggenda e fiaba, tragedia e poema cavalleresco, romanzo d’eccezione al di fuori del tempo, semplice e sublime.


John Grisham

Solo l'anno prima la famiglia Krank aveva speso 6100 dollari per preparare il Natale. Quest'anno papà e mamma Krank si trovano all'aeroporto per salutare, pochi giorni prima di Natale, la figlia Blair in partenza per una missione umanitaria in Perú. Un pensiero un po' folle si insinua in loro: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair?! E se lo saltassero? E se utilizzassero quei 6100 dollari per la crociera ai Caraibi che da anni si sono sempre negati? Il grande piano è deciso e messo in atto, prima in modo titubante, poi spavaldo. Ma il Natale, con la sua straordinaria potenza consumistica, con la sua ingombrante presenza moralistica, sta per prendersi la più esilarante e sferzante rivincita sui poveri Krank.


Sarah Morgan

Kayla Green odia il Natale. Farebbe qualsiasi cosa per evitarlo del tutto, così, quando le si presenta l'occasione di lavorare durante le vacanze, la coglie al volo. Kayla è un mostro sacro delle pubbliche relazioni, e ora dovrà occuparsi di una struttura alberghiera di lusso in montagna. Perfetto! Quello che non sa è che l'impresa del suo cliente, Jackson O'Neil, è a conduzione familiare, che lì tra montagne innevate e addobbi di stagione il Natale è più presente che mai, e che l'atmosfera è calda, accogliente e decisamente festiva. Inoltre, a rendere più coinvolgente e inebriante il suo soggiorno tra i monti ci si mette pure questa intensa e fastidiosa attrazione per Jackson. Un'attrazione che la porterà chissà dove. Ma certo non a letto con lui. O sì?


Agatha Christie

A Natale, secondo la tradizione, le famiglie che sono state separate tutto l'anno, dopo aver messo da parte ogni contrasto, si riuniscono per festeggiare. Tutto questo, però, a volte ha solo lo scopo di mascherare odi e rivalità feroci. Come fa notare un acuto osservatore del carattere umano come Poirot: "A Natale c'è molta ipocrisia... e lo sforzo per essere amabili crea un malessere che può essere in definitiva pericoloso." Quasi a dimostrare la validità di questa riflessione la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico Simeon Lee, che ha chiamato attorno a sé tutti i figli e i nipoti, anche quelli che un tempo si erano ribellati a lui e lo avevano abbandonato, si trasforma ben presto in dramma. A farne le spese è proprio il vecchio patriarca, misteriosamente assassinato alla vigilia di Natale in una stanza chiusa dall'interno. Ma è possibile che l'assassino sia proprio un membro della famiglia? Tutti sono sospettabili, tutti avevano un motivo per volere la sua morte. Un caso complicato, ma nessun criminale può sperare di ingannare il grande Poirot.

Alessia Esse

Violet Richmond è la proprietaria di World Toys, un negozio di giocattoli situato al centro di Manhattan. Ogni anno, in occasione del Natale, il World Toys si riempie di bambini pronti per la classica foto con Babbo Natale. Quest'anno, però, il solito Babbo Natale non può sedere sulla poltrona dorata, e Violet deve assumere un sostituto, David Connor. David è uno studente di architettura alla prima esperienza in un negozio di giocattoli. 
Nonostante i dubbi iniziali, Violet si scopre felice di lavorare con David. Ma c'è dell'altro. Nel corso delle tre settimane che precedono la vigilia di Natale, Violet si scopre profondamente attratta dal ragazzo seduto sulla poltrona dorata. 
Cosa succederà quando Violet e David rimarranno da soli nel negozio di giocattoli?